La notte della taranta in Salento

La notte della taranta in Salento

C’è un festival attesissimo nell’estate pugliese, che ogni anno infiamma migliaia di partecipanti tra locali e visitatori. Non si tratta di una semplice occasione per scatenarsi nelle piazze: la Notte della Taranta, è il più grande festival in Italia dedicato alla cultura popolare. Cultura che nasce nelle calde terre del Salento, da dove la “pizzica” si è poi diffusa come la musica tradizionale per eccellenza.

Dal mito allo show

L’origine della pizzica si perde nei miti e nelle leggende di centinaia di anni fa, quando si pensava che fosse la cura al morso della tarantola Lycosa tarantula o dello scorpione. Veniva dunque praticata durante i rituali terapeutici con violini, mandolini, chitarre, fisarmoniche e tamburelli. Il malcapitato, di solito in piena febbre, doveva dimenarsi sempre più veloce per espellere il veleno (o lo spirito maligno) attraverso la pura forza del movimento e del sudore. Spesso la famiglia e gli altri abitanti del villaggio si univano in uno spettacolo di solidarietà. La danza proseguiva fino al crollo del malato sul pavimento, in genere completamente esausto, nella speranza che fosse guarito.

Quest’importante tradizione popolare viene celebrata ogni anno ad agosto in un festival chiamato “La Notte della Taranta”. Le città e i villaggi della Grecìa Salentina, la zona a sud di Lecce e ad ovest di Otranto, si uniscono per ospitare concerti, balli e feste a tutto campo. Sicuramente tra le migliori occasioni per trascorrere le proprie vacanze nel Salento e godere anche delle splendide spiagge delle marine di Lecce vicino a Melpignano, per soggiornare basta scegliere tra le migliori offerte di villaggi turistici sul mare.

Il festival

Un festival che è un viaggio lungo la riscoperta delle sonorità tipiche salentine e della loro rivisitazione con altri linguaggi musicali, come il rock, il jazz e la musica sinfonica. Alla ricerca di un’energia primordiale al ritmo dei tamburelli del Salento.

Giunta alla ventiduesima edizione, la Notte della Taranta nacque nel lontano 1998 a Melpignano, piccolo comune del Salento crocevia di popoli e culture. Anno dopo anno, questa serata divenne un festival itinerante, col coinvolgimento di decine di comuni e 200.000 spettatori per il concertone di chiusura che ha continuato a tenersi nella storica Melpignano. Su un unico palco si alternano musicisti provenienti dalla Grecìa Salentina a cui, col tempo, hanno iniziato ad affiancarsi artisti di calibro internazionale.

Protagonista del ‘Concertone’ di Melpignano è l’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, annualmente accompagnata da un maestro diverso che, sostenuto dai migliori musicisti di riproposta del Salento, reinterpreta alcuni “classici” della tradizione musicale locale. I nomi sono scelti tra i più grandi nomi del panorama musicale contemporaneo. Solo nelle ultime edizioni Mauro Pagani, Ludovico Einaudi e Goran Bregovic, hanno animato questa magica notte estiva.

Ogni edizione ruota intorno ad un tema diverso, sul quale viene adattato il programma musicale. Il tema dell’edizione del 2016 è stato “La Taranta è femmina”, e ha visto l’esibizione di soli artiste donne, con tanto di cast internazionale diretto per la prima volta da un maestro concertatore donna, la cantautrice Carmen Consoli.

Per poter vivere l’esperienza ancora più nel vivo, l’organizzazione del festival mette a disposizione, oltre ai classici biglietti d’ingresso, anche dei ticket per poter vivere il concertone direttamente nel backstage.

Da questa forte esperienza identitaria e culturale nasce, nel 2008, la fondazione “La Notte della Taranta”, con lo scopo di promuovere iniziative autonome per valorizzare e tutelare il territorio salentino tramite manifestazioni culturali, musicali, sociali e di comunicazione, e progetti di sostegno e sviluppo (su tutti gli studi sul tarantismo). Molti i progetti attivi in collaborazione con le principali Università italiane e straniere e i centri di ricerca. Tra i più recenti quelli portati avanti con il supporto di Legambiente per il recupero di quattro oasi da salvare in Puglia, Calabria, Campania e Basilicata.

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